I miei Strumenti

Gli strumenti non sono solo degli oggetti sonori, sicuramente non per me e non per chi come me ne ha fatto la sua ragione di vita. Si possono passare anche anni alla ricerca dello strumento perfetto. Perfetto per le nostre esigenze.

Ho avuto e ho tuttora molti strumenti. Non ho più la batteria e non ho più la chitarra elettrica, mentre giacciono abbandonate le tastiere elettroniche, come anche gli strumenti moderni (pianoforte a parte che utilizzo per comporre). Da alcuni anni la mia attività concertistica è imperniata sulla musica antica o sulle mie composizioni per strumenti antichi.

Qui di seguito si trovano un articolo apparso sul numero di Marzo 2002 della rivista MUSICA e l’elenco degli strumenti che utilizzo attualmente nella mia attività artistica.

 

Daniele Salvatore
diteggiando tra i fori del tempo

(Articolo apparso sul numero 134  (Marzo 2002) della rivista MUSICA)

Strumenti 2


Raccontare i miei strumenti, parlare di loro, è un po’ come attraversare la mia vita all’indietro. Non so se cominciare con il primo o se descrivere l’ultimo acquistato. Già, perché per uno strumentista che sia oltretutto amante dell’oggetto ‘strumento’, non è facile districarsi tra tutti quei magici giocattoli sonori che pian piano, nel tempo, hanno riempito gl’interstizi della sua casa.

Il mio caso poi è drammatico: diviso, come sono, tra l’essere compositore e l’essere strumentista e come strumentista ulteriormente “dilaniato” tra gli strumenti moderni e quelli antichi, ho finito per accumulare strumenti di tutti i generi, provenienti da varie parti del mondo e solo in questo momento, scrivendo queste righe, m’accorgo che non riuscirei mai a ricordarli tutti.

Comporre è sicuramente la mia attività principale, quella che mi permette di esprimere fino in fondo le mie visioni interiori. Compongo prevalentemente su commissione, sia per strumenti classici, sia sfruttando le novità che l’elettronica ci ha portato. Ultimamente mi è capitato di scrivere anche per strumenti antichi. In particolare, nello spettacolo che sto allestendo, con un’attrice e con il mio trio barocco Charivari Ensemble, sono riuscito a coniugare queste mie attitudini. La rappresentazione, dedicata alla follia (anche quella musicale, ma non solo) si concluderà, infatti, con alcune mie variazioni, stilisticamente in bilico tra l’antichità da cui proviene la follia e una certa “folle” contemporaneità.

Dei miei quattro diplomi, due riguardano i flauti.

Il diploma di flauto traverso lo conseguii a Pesaro, durante i magici mondiali di calcio spagnoli. Ancora oggi utilizzo quel flauto, un Muramatsu, a tastiera chiusa, un modello quasi obsoleto, che accompagna la mia attività da venticinque anni. Lo suono con una testata Sankyo modello RS1, che mi ha permesso, ad un certo punto, di migliorarne le caratteristiche e, in un certo senso, di allungargli la vita. Con questo accorgimento ho potuto sopperire ad una certa lentezza d’attacco nelle note basse, e ottenere un suono più caldo: si tratta di due caratteristiche che considero tuttora fondamentali, per il suono che ho in mente. Su questo strumento suono spesso musiche mie, o di altri compositori del Novecento (sul traverso, di fatto, eseguo quasi esclusivamente questo tipo di repertorio).

Daniele Salvatore

Il diploma di flauto dolce, conseguito a Bologna nove anni fa, ha rappresentato la logica conclusione di una passione che  fin da quando, ragazzo, cominciai a cantare polifonia fiamminga e romana, è via via cresciuta fino a rappresentare, quantitativamente, la parte più cospicua del mio lavoro.

Attualmente uso due tipologie di strumenti, divisi in base al loro diapason: a 415 per la musica barocca, a 440 per la musica più antica (ho preferito evitare di avventurarmi anche sulla strada del 460 o di altri diapason per non dare i numeri!)

E così, progressivamente, si è allungata la lista degli strumenti che uso in concerto.

Vado per ordine: nota comune di quasi tutti i flauti dolci che uso in concerto è il nome di F. Li Virghi, di Orte, abilissimo costruttore di ‘nuovi’ flauti antichi, copie di strumenti residenti in vari musei europei. Di lui possiedo e suono numerosi flauti tra cui un contralto in fa, in bosso modello Rottenburgh, con diteggiatura Hotteterre: uno strumento agile e dotato di voce robusta nel registro basso, col quale eseguo il repertorio barocco. Possiedo poi una famiglia rinascimentale modello Hier.s, in acero (soprano, contralto in sol, due tenori e basso) con diteggiatura secondo Praetorius e un soprano in acero ispirato a Van Eyck, con due corpi di diverso diapason: una dotazione questa, che mi permette di affrontare repertori sia rinascimentali sia barocchi. Infine suono un contralto in sol, diteggiatura Ganassi, con testa in finto avorio: una caratteristica probabilmente non più ripetuta dal liutaio: Inoltre queso flauto è dotato di una finestrella molto particolare, priva com’è delle due spalle laterali che normalmente dirigono il soffio verso il labium. Questa forma insolita, che dona allo strumento una timbrica delicata e al contempo penetrante, è stata copiata da Li Virghi da un affresco conservato a Ferrara al palazzo Schifanoia. Da poco, inoltre, lo stesso Li Virghi mi ha costruito un flauto a tre fori, elaborazione di flauti tradizionali medievali e rinascimentali; lo suono insieme a un tamburo di foggia medievale costruito da P. Simonazzi di Reggio Emilia.

Nato come batterista, ancora oggi, in concerto, faccio uso di percussioni. Tra quelle che possiedo suono prevalentemente due tamburelli: uno siciliano e uno salentino, e un Daf di origine turca, tutti con pelli naturali.

Sono particolarmente orgoglioso della mia zitera ungherese: una sorta di cetra che utilizzo nei repertori più antichi, e di una splendida chitarra rinascimentale del liutaio carpigiano M. Lodi.

Nella musica antica per consort utilizzo, infine, una famiglia di quattro cromorni dell’artigiano tedesco G. Körber. Specialmente all’aperto, suono un vecchio flauto dolce soprano di F. Canevari. Gli sono particolarmente affezionato; infatti è stato il mio primo vero flauto dolce professionale.

chitarre



 
    Gli strumenti che utilizzo attualmente per la mia attività sono:

a) strumenti a fiato per la musica barocca:

  1. flauto dolce soprano in do, in ulivo, da Engelbert Terton (Collection of the Gemeentemuseum in The Hague), A=415 Hz, di F. Li Virghi di Orte (Italia)
  2. flauto dolce contralto  in fa, in bosso da Rottenburgh (Musée des Instruments de Musique in Brussels), A=415 Hz, di F. Li Virghi
  3. flauto dolce contralto in fa, in bosso da Stanesby Jr. (Musée de la Musique in Paris), A=415 Hz e secondo corpo A=440 Hz, di F. Li Virghi
  4.   flauto di voce in pero da Bressan (Museo Civico Medievale di Bologna), A=415 Hz, di F. Li Virghi
  5. traversiere copia di Flauto ad una chiave da Xuriach, probabilmente Salvador (Barcellona-Spagna ca. 1750). Bosso, A=415 Hz, di G. Tardino di Genezzano , Roma (Italia)
  6. flauto dolce sopranino in fa, in palissandro, A=415 Hz, di Ch. Trescher di Mogelsberg (Svizzera)
  7.   flauto dolce basso in acero modello Rottenburgh, A=415 Hz e secondo corpo A=440 Hz, di fabbrica (Moeck), Celle (Germania)
Strumenti 1

b) strumenti a fiato per repertori più antichi:

  1. quintetto di flauti dolci famiglia rinascimentale modello Hier.s, in acero (soprano, contralto in sol, due tenori e basso) con diteggiatura Praetorius, A=440 Hz di F. Li Virghi
  2. flauto dolce soprano in acero ispirato al modello di Van Eyck, A=440 Hz, di F. Li Virghi
  3.   flauto dolce contralto in sol, diteggiatura Ganassi, con testa in finto avorio e con una finestrella molto particolare, priva com’è delle due spalle laterali che normalmente dirigono il soffio verso il labium. Copia da un affresco conservato a Ferrara al palazzo Schifanoia, A=440, di F. Li Virghi
  4. flauto a tre fori, elaborazione di flauti tradizionali medievali e rinascimentali, A=440, di F. Li Virghi
  5. flauto dolce soprano, in acero, A=440, di F. Canevari
  6. consort di quattro cromorni (soprano, contralto in fa, tenore e basso, A=440, di G. Körber
  7. flauto dolce sopranino in fa, in ebano, A=440, di Ch. Trescher di Mogelsberg (Svizzera)

c) percussioni e altri strumenti:

  1. un tamburo di foggia medievale costruito da P. Simonazzi di Reggio Emilia (Italia)
  2. tamburello siciliano costruito da P. Simonazzi
  3. tamburello salentino (costruttore non conosciuto)
  4. un daf di origine turca
  5. una coppia di naccheroni
  6. zitera di origine ungherese
  7. chitarra battente di foggia rinascimentale, costruttore M. Lodi di Carpi (Italia)
  8. saz (baglama) di origine turca
chitarre

d) strumenti moderni

  1. flauto traverso Muramatsu, a tastiera chiusa, con testata Sankyo modello RS1
  2. ottavino Artley, a tastiera chiusa, Sterling Silver 40 29983
  3. chitarra 12 corde Ibanez
  4. chitarra classica Giannini
  5. pianoforte verticale Yamaha